Eurocup 29er Riva del Garda

November 7, 2008

Alla 29er EuroCup Riva del Garda (30 OTT – 2 NOV 2008), organizzata dalla società Fraglia della Vela Riva, hanno partecipato 62 equipaggi provenienti da: Austria, Croazia, Danimarca, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Olanda, Norvegia e Svizzera.

Il primo giorno non è stato possibile regatare, per le avverse condizioni atmosferiche.
Il secondo giorno, dopo 3 prove disputate in condizioni abbastanza difficili, con pioggia e forte vento, tra gli italiani si sono subito distinti gli equipaggi Augusto Poropat – Lorenzo Franceschini e Riccardo Camin – Giacomo Grosselli.
Il terzo giorno sono state annullate, per mancanza di vento, le uniche due prove della giornata, in una delle quali, tra l’altro, Camin–Grosselli si trovavano in testa.
Il quarto giorno, con condizioni meteo più favorevoli, sono state disputate ulteriori 4 prove, che hanno visto i due equipaggi italiani, in questione, sempre nelle prime dieci posizioni.
La classifica finale vede ai primi tre posti due equipaggi inglesi ed uno francese, seguiti al 4° posto da Augusto Poropat – Lorenzo Franceschini e al 6° posto (a pari punti con il 5°) da Riccardo Camin – Giacomo Grosselli.
Buon risultato dei fratelli Lajolo (18°) e dell’equipaggio femminile Raggio-Pitanti (29°).
Promettente inizio per i nuovi equipaggi italiani che hanno disputato un’ottima regata, nonostante le difficili condizioni.


Otti&Mati

November 7, 2008


Campionato Europeo 29er Medemblik 2008

July 28, 2008

Il campionato europeo 29er 2008 svoltosi a Medemblik, Olanda, è stato segnato dal gran numero di prove disputate, ben 15. Il vento è stoto moderato i primi 2 giorni andando sempre più a calare durante il campionato. Gli equipaggi italiani presenti erano 5. Durante le qualifiche numerose sono state le difficoltà ma anche i successi. Gli equipaggi Titta-Piccinelli, Camin-Grosselli e Raggio-Pitanti sono rimasti costantemente saldi alla parte alta della classifica qualificandosi per la Gold fleet 17 il primo e 24 il secondo. Camin-Grosselli subiscono una squalifica che li porta dal 13 al 24 posto nelle qualifiche. Entrano quindi con un 24 non scartabile nella fase finale del campionato. L’equipaggio Angolini-Franceschini e Poropat-Savio invece sarebbero entrati tranquillamente nel gruppo Silver ma Franceschini si è ferito ad una mano ed è dovuto correre al pronto soccorso perdendo 2 prove mentre Poropat-Savio sono stati penalizzati da una squalifica. Nelle 8 prove di finale gli equipaggi più costanti hanno risalito la classifica. Così è stato per Camin-Grosselli e Titta-Piccinelli che sono risaliti fino al 9 e 10 posto. La regata si può considerare come un successo per la squadra italiana che per la prima volta porta 2 equipaggi nei primi 10 di un campionato di massimo livello. Seppure netto il dominio della nazionale inglese ed olandese i nostri sono risultati la quinta nazione in un campionato dove erano presenti quasi tutti i protagonisti del mondiale Isaf appena svoltosi in Danimarca.

Medemblik

Medemblik


CAMIN-GROSSELLI SI CONFERMANO CAMPIONI ITALIANI 29ER 2008

May 9, 2008
Nelle acque del lago d’Iseo si è svolto, dal 1 al 4 maggio, il campionato italiano di vela classe 29er. La regata è stata organizzata dal circolo velico ANS (Associazione Nautica Sebina). I partecipanti erano 15. Per la Fraglia Vela Riva erano in regata gli equipaggi composti da Riccardo Camin e Giacomo Grosselli, Giulia Angolini in coppia con Lorenzo Franceschini e Alice Agnoletto con Giuditta Colombi. Di seguito il commento dell’allenatore Tristano Vacondio che accompagnava la squadra nella trasferta: “Il giorno seguente le stazze la partenza era fissata per le 13.00. Si sono svolte 4 prove il primo giorno di lunghezza media sui 35-40 min l’una con un vento molto rafficato intorno hai 10 nodi. Al termine delle 4 prove la classifica vedeva in testa ITA 1326 di Ruggero Tita e Nicolas Piccinelli con 2,1,3,1; a seguire ITA 1209 di Riccardo Camin e Grasselli Giacomo con 1,3,2,2 e terzo l’equipaggio ITA 1201 formato da Giulia Angolini e Franceschini Lorenzo con 3,4,1,4. Il giorno seguente prima prova alle 12:30. Vento molto simile a quello del giorno precedente. L’equipaggio Camin-Grosselli passa in testa finendo 2,2,1,1 le 4 prove. Tita-Piccinelli, nella prima, vengono squalificati per OCS, si riprendono bene vincendo la seconda prova, secondi nella terza e, dopo un calo abbastanza evidente di vento, 6 nell’ultima prova della giornata. Al terzo posto non molto costante l’equipaggio Angolini-Franceschini con 1,10,3,10. L’ultimo giorno di regata le prove disputate sono solo 3. Il titolo è ancora aperto quindi gli spettatori hanno assistito ad un acceso duello tra i due equipaggi Camin-Grosselli e Tita-Piccinelli. La prima prova viene vinta da quest’ultimo mentre Camin finisce solo terzo, la seconda prova viene vinta dall’equipaggio triestino Tezza-Savio, secondo Camin-Grosselli e terzo Tita-Piccinelli. L’ultima prova è un match race tra quest’ultimi due. La lotta viene vinta dai primi (campioni italiani 2007) che, concludendo 3° davanti all’altro equipaggio arrivato 8° vincono il campionato italiano 2008 bissando il successo della passata stagione.”

Tips & Tricks

November 10, 2007

 

 

Per incominciare bisogna specificare alcune nozioni basilari. Il 29er è un incrocio tra una barca a vela tradizionale ed un windsurf. Questo porta ad usare tutte le logiche di regolazione, aerodinamica, idrodinamica, tattica e strategia di una normale barca a vela ma unite ad una conduzione che appartiene molto al windsurf.

 

BASI

 

Se abbiamo bisogno di potenza laschiamo base, cunningham, wang, randa, fiocco, jennaker e teniamo la barca sbandata sottovento.

Se vogliamo andare un po’ più orzati di bolina cazziamo base e fiocco, ci spostiamo un po’ più avanti col peso.

Se vogliamo poggiare ed accelerare di bolina cazziamo wang e cunningham, laschiamo un po’ di fiocco e randa e ci spostiamo indietro col peso.

Se di lasco voglio poggiare di più devo prima orzare, lascare jennaker fino che non fa l’orecchia, lascare randa. Appena la barca parte mi sposto indietro col peso, cazzo randa, cazzo jennaker e poggio.

Se di lasco voglio orzare lasco tutto fiocco, lasco tantissima randa, lasco molto jennaker, un po’ più avanti col peso.

Se di lasco non voglio ingavonare vado indietro col peso, quando sto per ingavonare orzo cazzando un po’ di jennaker. In alternativa poggio lascando jennaker e mi tiro addosso un po’ la barca. Questa alternativa è più rischiosa e fa perdere di più.

Se di bolina c’è troppo vento alzo la deriva.

Per fare un 360 è meglio cominciare con la virata poiché si ruota di più su se stessi senza fare un cerchio largo.

 

CONDUZIONE

 

BOLINA

 

Con poco vento e acqua piatta il timoniere gestisce lo sbandamento della barca stando seduto sul tubo interno o sul bordo e muovendo la schiena. Il prodiere sta in piedi o seduto davanti all’albero. La randa la tiene il timoniere. Una volta partiti si cazza abbondantemente fiocco e randa. Se abbiamo preso un po’ di velocità facendo così orzeremo di più ed in teoria non essendoci onde non dovremmo fermarci.

Se invece ci sono onde bisognerà tenere il fiocco leggermente più lasco. Il timoniere si siederà più dentro, il prodiere starà sulla panchetta in piedi e gestirà lui il peso attaccandosi all’albero o alle sartie compensando col corpo le frenate delle onde.

In tutti e due i casi fondamentale risulta cazzare il più possibile la randa nei momenti di meno vento e in ogni caso l’obiettivo è sempre quello di non perdere velocità cercando di non tirarsi la barca mai addosso.

Di lasco il jennaker andrà cazzato senza orecchia in caso di acqua piatta e lascato con orecchia in caso di onde. La barca va tenuta sempre sbandata sottovento ed il peso più avanti possibile. Molto importante finchè il vento rimane sotto i 6-7 nodi è usare tutte le raffiche per poggiare e non uscire col peso andando dritti.

Con vento medio il timoniere sta seduto sul bordo e il prodiere va la trapezio cercando di tenere sempre la barca piatta. La randa la porta il prodiere. Una volta che il timoniere ha trovato la rotta giusta il compito del prodiere è tenere la barca piatta continuando a regolare la randa. Prima di lascare randa è comunque sempre meglio uscire di più al trapezio e alle cinghie. Se ci sono onde grosse si adotteranno le solite regolazioni per ottenere maggiore potenza: lascare base randa e fiocco.

Col jennaker il prodiere deve tenere sempre un’orecchia in alto ed avvertire il timoniere di ogni aumento di pressione di modo che lui possa poggiare di conseguenza.

Con vento forte, ovvero più di 16 nodi, gli equipaggi con peso inferiore ai 110 kg dovranno alzare la deriva fino ad un massimo di 20 cm. Chiaramente alzare la deriva significa avere meno resistenza al vento ma anche meno capacità di orzare e minore stabilità. L’unico modo per compensare la mancanza della deriva è aumentare la velocità. Solo quando si ferma la barca un equipaggio con deriva su avrà grosse difficoltà rispetto ad uno con deriva giù. In ogni caso il prodiere calerà il trapezio fino a raggiungere la perpendicolarità con l’albero. Il timoniere starà in cinghie il più possibile. La randa andrà regolata molto velocemente in risposta ad ogni onda e raffica. Il timoniere all’arrivo di una raffica dovrà cercare di poggiare, prendere velocità ed in seguito orzare con l’inerzia guadagnata. Finchè teniamo la barca il fiocco va tenuto molto cazzato. La stessa cosa vale per il wang. Se invece nonostante la deriva su non si riuscisse a tenere il vento si può lascare wang e fiocco.

Col jennaker il prodiere deve essere molto veloce a cazzarlo appena sente aumentare la pressione e a lascarlo subito dopo altrimenti la barca si pianta. Il peso va il più indietro possibile. La randa va regolata in base alla volontà del timoniere. Se la teniamo cazzata andremo più poggiati ma alla lunga più lenti. Se la laschiamo andiamo più orzati, più veloci e quindi si crea un vento apparente che ci fa poggiare ma a quel punto dobbiamo cazzare un po’ di randa per trattenere la pressione. Se vi è rischio di ingavonamento il timoniere può affrontare l’onda in due modi: orzando subito prima di infilarci la prua dentro e il prodiere lasca un bel po’ di jennaker facendolo anche sbattere; poggiando tirandosi la barca addosso e il prodiere cazza il jennaker. Tra le due è meglio orzare perchè non si perde velocità.

 

PARTIRE

 

Come in tutte le regate di barche veloci la partenza ricopre un ruolo fondamentale. Bisogna esercitarsi ad avere senso della linea di partenza e tenere la barca quasi ferma per almeno un minuto. Dico quasi ferma perchè in realtà appena il 29er si ferma comincia a scarrocciare inevitabilmente. Il metodo quindi risiede nel tenere una velocità infima che ci faccia percorrere una lunghezza in almeno un minuto. Timoniere e prodiere stanno a centro barca.

Il prodiere tiene il fiocco. Il timoniere tiene la randa lasca e continuerà a dare colpi alla poggia con il timone. Se nonostante il lavoro del timoniere la barca tende a virare, una volta arrivata controvento il prodiere prendendo il fiocco per la bugna lo porterà sopravvento e farà tornare la prua alla poggia.

 

MANOVRE

 

VIRARE

 

Per virare con poco vento il prodiere passa davanti all’albero. All’uscita della virata ci si deve trovare la barca un po’ sbandata e dare un impulso pompando bruscamente. La randa rimane cazzata fino a quando non ci troviamo sulle nuove mura con la barca sbandata. A quel punto con la randa leggermente lasca diamo una pompata spingendo in avanti per far accelerare e sopravvento per pompare e raddrizzare. La manovra vista da fuori deve essere lenta fino al controvento e un po’ più rapida nella seconda parte. La randa può essere tenuta indifferentemente dal timoniere o dal prodiere.

Per virare con vento medio è preferibile mantenere la barca piatta per tutta la manovra. Il prodiere deve recuperare la randa mentre rientra e lascarla solamente sulle nuove mura. Il prodiere tiene la randa finchè sulle nuove mura il timoniere si è seduto. Il prodiere si deve quindi trovare appeso per un braccio fuori al trapezio non agganciato e con la randa nell’altra mano. A quel punto la randa passa al timoniere ed il prodiere può agganciarsi. In caso di onda formata può essere utile tenere la barca leggermente sbandata in uscita dalla manovra.

Più rapidamente avviene questo scambio di randa meglio è in quanto la barca per ripartire ha bisogno di peso e di una veloce regolazione di randa.

Per virare con tanto vento è necessario innanzitutto essere molto veloci all’ingresso della virata. La manovra deve essere molto rapida sia in ingresso che in uscita. Il prodiere rientra recuperando leggermente randa per favorire l’orzata. Il timoniere deve stare molto attento ad uscire dalla virata con l’angolo giusto di bolina rispetto al vento. Un angolo sbagliato causa l’impossibilità di concludere la virata se troppo al vento, oppure un’eccessiva pressione sul fiocco e una conseguente inclinazione della barca in caso di direzione in uscita troppo poggiata. Può essere utile uscire dalla virata con la barca sbandata sopravvento, durante lo scambio di randa tra timoniere e prodiere, di modo che la pressione sulla barca relativamente più lenta faccia tornare la barca piatta invece che farla sbandare sottovento.

 

STRAMBARE

 

Per strambare con poco vento il prodiere sta davanti all’albero. La manovra deve essere molto lenta soprattutto nella prima parte. La barca che parte leggermente sbandata deve trovarsi piatta nel punto di poppa piena pena la formazione di caramella sul jennaker. Appena il timoniere ha poggiato appiattendo la barca il prodiere deve recuperare tutto il jennaker sulle nuove mura di modo che tutta l’orzata dalla direzione di poppa piena alle nuove mura aiuti il

jennaker a gonfiarsi. In uscita la barca dovrà essere sbandata e prodiere o timoniere dovranno dare un impulso violento per far scattare le stecche e per appiattire la barca facendola accelerare. Gran parte del successo della manovra deriva dalla direzione di uscita corretta.

Per strambare con vento medio è importante tenere la barca piatta tutto il tempo per evitareche si formi la caramella. Il jennaker va fatto passare con un accelerazione nella seconda parte. In uscita il timoniere prende il jennaker mentre il prodiere è appeso per un braccio e glielo porge. Prima si riuscirà a lascare la scotta jennaker e prima la barca partirà.

Per strambare con vento forte è importante tenere la barca piatta in entrata e leggermente sopravvento in uscita. Il prodiere deve rientrare prima del timoniere cazzando completamente il jennaker fino a che direzione no è quella della poppa piena. La randa andrà lascata in uscita per limitare lo sbandamento. In caso di difficoltà il prodiere deve uscire anche se il jennaker non è in ordine in quanto solo la pressione della randa è sufficiente per sbandare la barca. La manovra dovrà essere abbastanza lenta in entrata per non perdere troppa velocità e molto rapida in uscita per mettersi velocemente nell’angolo giusto. E’ importante che il timoniere non corregga la direzione del timone a metà strambata pena un rallentamento che aumenta la pressione sulle vele ed un rischio crescente di scuffia.

 

ISSARE

 

Per issare è importante che il timoniere laschi completamente la randa per evitare che il prodiere si rompa un gomito contro il boma. Il prodiere deve issare il più velocemente possibile (4-5 secondi). Il timoniere guarda quando il jennaker è issato e avverte il prodiere che prende e cazza completamente la scotta del jennaker intanto che il timoniere orza. Il prodiere mentre l’altro orza esce al trapezio appendendosi come in strambata e passando la scotta al timoniere. La barca non partirà finché la il jennaker non farà l’orecchia.

In caso si voglia strambare issando bisogna partire con una velocità superiore rispetto alla issata tradizionale. Bisogna che il timoniere tenga la randa un po’ più cazzata per mantenere la velocità durante la poggiata. Quando il prodiere ha issato oltre la crocetta il timoniere stramba.

 

AMMAINARE

 

Per ammainare è importante arrivare con l’angolo corretto alla boa e tenere la randa cazzata per non fermarsi completamente. Se si vuole strambare ammainando in caso di vento forte si è obbligati a strambare mentre si è ancora nel pieno della velocità.